Investire in Coltivazioni, Piantagioni, Silvicoltura

  Davide Podagrosi   Dic 17, 2019   AgriBusiness, Investimenti e Patrimonio   Commenti disabilitati su Investire in Coltivazioni, Piantagioni, Silvicoltura

Nello sconfinato mondo degli investimenti, si dedica sempre più spazio al mondo delle coltivazioni, delle piantagioni e della silvicoltura.

 

Il mondo della produzione industriale e della vita consumistica sta riducendo drasticamente le risorse del pianeta, con conseguenze sempre più catastrofiche, preoccupando ricercatori e attivisti sull’andamento del clima mondiale.

 

La soluzione quindi è investire in soluzioni eco-compatibili perché appartenenti a settori che vedranno, nei prossimi anni, sempre più crescita, ricerca, innovazione e molta sostenibilità, sia in termini economici che ambientali.

 

L’idea di investire in coltivazioni, piantagioni e silvicoltura, infatti, nasce fondamentalmente da tre elementi:

  1. avere un elevato ritorno dell’investimento a breve/medio termine, che deriva dalla vendita del prodotto che le nostre coltivazioni avranno realizzato;
  2. proteggere e istruire le categorie di piccoli produttori locali nei paesi emergenti;
  3. sconfiggere la deforestazione e la raccolta illegale di piante protette.

 

Partendo da questi presupposti, diverse società di investimento propongono di “adottare” piantagioni di particolari piante presenti in varie regioni del mondo. 

 

Un esempio è l’Aquilaria nel sud-est asiatico, una pianta che, al suo interno presenta un cuore resinoso e particolarmente profumato dal quale si ricava una delle essenze più richieste (e costose) al mondo chiamata agarwood o oud. 

 

Una crescita sostanziale si ha anche grazie alle coltivazioni di cacao nella Repubblica Dominicana, realizzate secondo le più sofisticate tecniche e i più alti standard qualitativi da un vero e proprio network di produttori. Il cacao dominicano è tra i migliori al mondo, tanto che alcuni tra i più importanti produttori di cacao hanno acquisito le loro piantagioni proprio qui.

 

Si parla di un investimento che va da 500 a 700 euro a tarea, una unità di misura che è equivalente a circa 628 mq. Altre coltivazioni interessanti sulle quali investire sono il Bambù, il legno di Teak, le piantagioni di banane, il Patchouli e il Vetiver, senza tralasciare il mondo delle foreste che è al centro di un vero e proprio boom di investimenti. I motivi di questo successo sono subito chiari: si tratta di un investimento reale, con una produzione tangibile di un prodotto (in questo caso il legname) che nel tempo va aumentando il proprio valore e non solo, anche quello dei terreni sui quali le foreste sono localizzate.

 

Ci sono società ben specifiche che si occupano di investimenti in questi rami. E ce ne sono altre che propongono un investimento in coltivazioni particolari non solo all’estero, ma anche nel nostro paese, su terreni di nostra proprietà. È stato infatti stimato che alle nostre latitudini è possibile coltivare particolari specie di Bambù gigante o le neonate e redditizie coltivazioni di legni pregiati, grani antichi e molto altro.

 

Tra le società più preparate a introdurre l’investitore in questo campo di investimenti spiccano APC (Asian Plantation Capital) il cui core business è l’agarwood ma che è attiva anche nelle altre coltivazioni, foreste comprese, in paesi emergenti e non (India, Thailandia, Malesia, Sri Lanka, Cina, Kenya e Stati Uniti).

 

Un’altra società alla quale ci si può rivolgere è Dominicana Investimenti per quanto riguarda l’investimento in piantagioni di cacao. Altro interessante player nel settore è ETIFOR SRL, società con sede a Padova che è nata come spin-off dell’Università degli studi della città Euganea.

 

Un dato importante è che la richiesta di legname sarà destinata a crescere di oltre un 30% da oggi al 2030. Questo significa che un investimento in silvicoltura è un investimento dal futuro garantito.